LA PSICOLOGIA DEGLI YOGA SUTRA DI PATANJALI

Gli Yoga Sutra di Patanjali Maharishi, figurano come una tipologia di psicologia applicata e sperimentale, incorporando i contenuti tematici del raja yoga. Sono composti da 185 aforismi suddivisi in quattro libri: 1) Samadhi Pada (libro della contemplazione o della “en-tasi”), Sadhana Pada (libro della pratica e del metodo), 3) Vibhuti Pada (libro delle proprietà e dei poteri), 4) Kaivalya Pada (libro dell’emancipazione e della libertà). 

Nei primi quattro aforismi del libro I degli Yoga Sutra, lo yoga viene presentato come una metodologia finalizzata al controllo volontario e alla regolazione dei processi di pensiero, in virtù dei quali la coscienza si libera dallo strato di identificazione con i pensieri stessi, ereditata dalla corrente cartesiana. Quando la mente è ancora immersa nell’esperienza ordinaria occorre osservare abhyasa, la pratica intensa spirituale e vairagya, la pratica dell’astinenza e del distacco, “Abhyasa Vairagyabhiam tan-nirodha” (sutra 12, libro I).

Nel secondo libro si illustra la pratica dello yoga, sadhana, e il kriya yoga, quel processo di purificazione che si raggiunge tramite la disciplina, lo studio e l’abbandono a Dio; “Tapas svadhyaya Isvara pranidhana kriya yoga” (sutra 1, libro II). 

Vengono poi descritte le cause della sofferenza, i klesha, e si illustra il metodo per superare tali afflizioni, racchiuso all’interno dell’ottuplice sentiero ashtanga.

Negli ultimi due libri si descrivono in dettaglio i processi di concentrazione e di meditazione, che insieme al samadhi costituiscono il samyama oltre ad approfondire l’esperienza di beatitudine e i poteri spirituali che si raggiungono durante la meditazione.

 

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