Desidero dedicare la Newsletter di Giugno ai temi dell’Infinito e del legame tra quest’ultimo e l’essere umano. Tale legame fa risuonare nella mia mente e nel mio cuore – e spero nei vostri – uno dei significati della radice etimologica juj della parola yoga, ovvero l’atto di unire.
Credo noi praticanti abbiamo potuto sperimentare direttamente o indirettamente come la disciplina yogica possa contribuire ad alimentare un dialogo profondo con talune tematiche esistenziali che permeano il nostro divenire karmico. Essa ci invita ad esplorare gli aspetti peculiari di tale processo in relazione e alla luce della nostra volontà di intraprendere un percorso di realizzazione spirituale. Ed ecco che la costruzione di un legame con l’ente divino originario e/o con Ishta Devata, termine utilizzato da Patanjali nel verso II.44 per descrivere una sua personificazione e auspicata manifestazione, diviene l’elemento costitutivo di una nostra armonizzazione con l’Infinito e le sue forme. Non trattasi di un ossimoro: anche l’Infinito può delinearsi ed essere reso più tangibile attraverso delle forme…certo esse stesse sono spiritualmente elevate e pertanto coglibili coltivando i nostri esercizi spirituali!
Il percepire la propria natura transitoria ma al tempo stesso l’attitudine, bhavana, a connettersi al divino, può donare una dimensione più profonda e creativa alle proprie azioni, alimentando la propagazione e la trasmissione di flussi benefici e salutari sia a livello fisico-psichico, sia a livello più eminentemente spirituale. La triade corpo-apparato mentale-spirito, sthula sharira-chitta-atman, si ripropone in tutte le sue caleidoscopiche manifestazioni. Man mano che ci si incammina lungo il sentiero meditativo, al di là del vissuto manifesto – viakta – l’anima appare visibile e riconoscibile in quel sacro tempio interiore sorretto dalla fede. Potrebbe emergere in tutta la sua poetica e sublime configurazione come un fior di loto dai mille petali candidi e delicati nella rispettiva purezza. Tale immagine potrebbe rappresentare una icona verso la quale indirizzare la nostra concentrazione, alimentando un flusso di attenzione costante che disidentificandosi dall’apparato mentale sfocia nella pura meditazione.
Come sottolineava Jung nel testo Ricordi, Sogni e Riflessioni, la domanda fondamentale per l’uomo è se egli sia rivolto o meno all’Infinito: “Se riusciamo a capire e a sentire che già in questa vita abbiamo un legame con l’infinito, i nostri desideri e i nostri atteggiamenti mutano; la coscienza degli angusti confini del proprio Sé costituisce l’infinità dell’inconscio”.
Jung approfondendo lo gnosticismo, aveva inoltre sottolineato come i suoi rappresentanti anelassero ad un Dio luminoso, fautore di una realtà ultima al di là dell’esistenza terrena in cui le anime erano state “intrappolate”. Gli gnostici asserivano che la scintilla luminosa, “pneuma”, un tempo si era separata dalla pienezza, “pleroma”.
Il nucleo originario dell’Infinito se esperito come yoga, inteso come strumento propedeutico ad instaurare una liaison con il divino, ci spinge alla sperimentazione di una veritiera interconnessione, la quale può proporsi in tutte le sue potenzialità diventando una pragmatica alternativa alla civiltà della disgiunzione. L’interconnessione alla quale lo yoga ci sensibilizza, diventa il catalizzatore per intraprendere un dialogo interiore sempre più profondo, rendendoci al tempo stesso più inclini ad accogliere empaticamente i vissuti emotivi degli altri con cui si possono instaurare delle forme di comunicazione poliedriche. Impariamo a condividere il linguaggio del respiro praticando vicini sui rispettivi tappetini, dopo esserci cimentati in alcune asana o tecniche di pranayama, e interiorizziamo la nostra e altrui serenità nelle fasi di savasana.
Dal mondo intrapsichico ci si incammina pertanto verso il mondo interpersonale, ripercorrendo tra l’altro i passi evolutivi seguiti dalle correnti psicoanalitiche nell’arco degli ultimi cento anni, partendo dalle concezioni kleiniane unipersonali per poi incontrare le più recenti correnti intersoggettive e relazionali. Nella straordinaria visione, darsana, che ci assiste nell’iter di ricongiungimento con l’Infinito, assumiamo delle lenti innovative, le quali conducono il cartesianesimo verso il superamento della sequenzialità causa-effetto, tendendo ad un principio di finalità.
All’interno di tale cornice semantica, ispirante appare la Katha Upanisad, nella quale si narra il viaggio ultra-mondano del giovane Naciketas in dialogo con il dio dell’oltretomba Yama, il quale rivela al fanciullo la presenza dell’eterno atman in ogni creatura umana ed il destino dell’anima dopo la morte. Nel verso 11 del secondo capitolo adhyaya, all’interno del terzo valli o sezione, lo Yoga descritto come stabile concentrazione dei sensi – indriya-dharana – viene accompagnato da due ulteriori celebri termini, prabhava e apyaya, che designano rispettivamente il principio e la fine. Lo Yoga è “il venire in essere ed il cessare; è il sorgere ed il tramontare; conduce alla scoperta del vero Sé e al tempo stesso alla rimozione del Sé accessorio”.
Il sorgere e il tramontare, rievocano una infinita beatitudine che emerge in tutta la sua polifonica presenza nell’incontro tra l’alba e il tramonto, in quella metafisica trasposizione dell’essere anadi e ananta, senza inizio e senza fine. In tale universo si possono attribuire dei nuovi significati alla propria esistenza, nel progressivo ricongiungimento con il divino, contemplando la trasmigrazione delle anime, chiamata dai filosofi pre-socratici metempsicosi.
Entrare in sintonizzazione con il pleuma dell’universo, intraprendendo un processo junghiano di individuazione, può renderci protagonisti di una straordinaria favola a cui possiamo attribuire il titolo di “sintropia”, ovvero quell’ordine cosmico armonico a cui tutti tendiamo.
Le asana e le tecniche di pranayama, in veste di metafore delle esperienze di vita che impregnano i nostri vissuti, ci donano l’opportunità di entrare in contatto con i primi due principi della termodinamica: l’indistruttibilità dell’energia la quale si conserva trasformandosi e la sua distribuzione che segue una direzione irreversibile dal corpo più caldo a quello meno caldo. Incontriamo così l’entropia, ovvero con quella “inesorabile tendenza a-simmetrica dell’universo verso una progressiva distribuzione omogenea dell’energia in direzione dell’equilibrio termico finale”. Al tempo stesso, se accresciamo la nostra volontà di congiungerci all’Infinito, affiniamo l’arte di esperire un insieme di isole neghentropiche che emergono dall’oceano entropico; ordine e caos imparano a dialogare, respirare insieme, co-abitare e co-esistere. Gli opposti si fondono e nuove realizzazioni prendono atto, libere dalle interferenze egoiche che portano all’identificazione con il transeunte, l’impermanente e/o il caduco.
L’atteggiamento sin-tropico si allea così con la sin-tonizzazione e la sin-cronicità andando a costituire i fondamenti delle mappe esistenziali della rotta ad Infinitum, quella stessa rotta che ha ispirato il fisico Pauli inducendo Jung a pubblicare nell’opera scritta a quattro mani
“L’interpretazione della natura e della psiche”, l’articolo “Sincronicità: un principio di corrispondenza acausale”.
Il maestro Marco Ferrini, Matsyavatara Das, spesso ripete che “la vita è un viaggio, il mezzo è la conoscenza e il fine è l’Amore e la realizzazione spirituale, la quale raramente si ottiene in una sola vita”.
Nel verso VII.19 della Bhagavad Gita, Krishna afferma: “Dopo molte nascite e morti, chi è situato nella vera conoscenza si abbandona a me”. Tali parole, fungono da substrato alla infinita speculazione vedica, come infinita dovrebbe essere la nostra attitudine esploratrice verso la destrutturazione dei condizionamenti, ad infinitum accompagnandoci verso la nostra origine divina.
ૐ Hari Om Tat Sat ૐ
Gaia
This site uses technical and profiling cookies.
You can accept, reject, or customize the cookies by clicking the desired buttons.
By closing this notice, you will continue without accepting.
By accepting, you acknowledge that your personal data may be collected for the purpose of personalizing and measuring the effectiveness of advertising.
Privacy Settings
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website.
Google Analytics is a web analytics service provided by Google Ireland Limited ("Google"). Google uses the collected personal data to track and examine the usage of this website, compile reports on its activities, and share them with other Google services. Google may use your personal data to contextualize and personalize the ads of its advertising network. This integration of Google Analytics anonymizes your IP address. The data sent is collected for the purposes of personalizing the experience and statistical tracking. You can find more information on the "More information on Google's handling of personal information" page.
Place of processing: Ireland - Privacy Policy
Additional consents:
Google reCAPTCHA is a SPAM protection service provided by Google Ireland Limited.
The use of reCAPTCHA is subject to the Google privacy policy and terms of use.
Place of processing: Ireland - Privacy Policy
SIGN UP TO OUR NEWSLETTER
Receive updates about our events and lessons
Start being part of our community
Receive updates about our events and lessons
Start being part of our community